Hipperboli.

Mi Sforzo quel Poco.

È come se Fosse Immangiabile da Sempre.

Mi Avvalgo di Empatia,

Schifandola per Chilometri.

Mancano Grinfie.

Mentre Corrodi di Me.

E Non Ho Intenzione di Rammaricarmi.

Detesto i Discorsi che Scarseggiano fra le Righe.

Poi Mischio.

E Sono nei Guai.

Peggiorando in Fatalità Ereditate.

Telecomando a Sufficienza,

Ma Non Ottengo più di Zero.

Non Sono Abbastanza Hippy per queste Iperboli.

E se Mi Confondessi?

Se Reagissi a questa Aria Madida?

Dovrei forse Sentirmi Più Autoctono.

Non Lasciandoti Mai Allontanarmi.

La Neve se ne Frega di quello che Ha Sotto.

Sconfigge.

E Basta questo.

Resta una Vergogna per l’Acqua Gelata.

Perché un’Infanzia Felice Arriva Sempre Troppo Tardi.

Ma Se ti Chiami Panico,

Dovrei Parlarti.

L’Unica Perfezione Raggiunta È negli Sbagli.

Mi Tocca Trascendere la Situazione.

Credi Veramente di Perderci tu?

Fra questi Innesti?

Penso ad Ogni Giudice del Sottoscritto.

Ad Ogni Whisky che Contrasta Incapace.

La Confidenza Crea Gomitoli.

Come un Miracolo nei C’Era una Volta.

In un Mondo Cinghiale,

Avrà Modo di Avverarsi.

 

 

Ovvioceano.

Dovrei Essere un Sacco di Cose.

E Finché il Cemento Mi Teme,

Io Avrò.

Pioveva Sempre una volta.

Qualsiasi Ala Fosse.

Ed È Non So quanto Tempo.

Non Dimenticherò di Creare Orde in Più.

Considerando il Seme dei Fondamentali,

Sarebbero Boccate d’Ascia.

Mi Guardi in Cagnesco Dopotutto,

Essendo così Spasmodico e Recidivo.

Quando i Bilux Appaiono Solo all’Apice.

E poi mi Viene Impulsivo,

Come l’Apostilla che Ho Cercato una Vita Intera.

Avvolgere Sembra così Semplice a volte.

Fumare un Altro Gesù Cristo,

Sarebbe Poco Ortodosso credo.

Pare la Spina in un Fianco che Non Avrò Mai.

Ne Bevo Ancora un po’.

Di Tutta questa Ulcera che mi Spegne.

In Realtà Ogni Sorte si Anestetizza.

Tuffandosi Debolmente.

Evaporando Oceani Ovvi.

Ed È fra le Piume che ti Ascolto.

La Parte Più Operosa di Me,

Dissipa gli Anni di Rinuncia.

E la Nostra Tribù Sarà Vincente.

Non Devi Inventare Nulla quando Tutto va Bene.

La Rincorsa alla Stupidità Esiste.

Decide.

Sprecando il Dondolo delle Certezze.

 

Apneicamente.

E se Fossi Benzina Vi Brucerei.

Quando Non ne Resta Più.

E che Sia Silenzio.

Pazienza e Condanna.

Non Vi Distinguo dalla Tosse che Ho.

Ma Potrei Spararvi al Meglio.

Fra Conati di Giustizia.

Sono Solo Spigoli Morali.

Ed Ottenere.

Annientando Ogni Sorta d’Estetica.

E poi Ancora Acetone.

Finché sarò Esausto di Voi.

Dove la Candeggina Non Arriva.

E Cispe di te come in una Parte di Me.

Arrampicarsi Vale la Pena?

Ti Scoppio di quella Roba Maligna.

Lascia che Finisca ciò che Merita di Farlo.

Deflagrarvi Non mi Basterebbe Mai.

E l’Intento È Punibile.

Accaparrandosi Ogni Modo d’Essere.

Ma Non ci Indurre in Tentazione.

Incatenaci.

Dacci Olezzo e Stantio.

Come se Un Solo Domani Non Potesse Bastare.

Per Ritrovarti infine Cigno a Metà.

Tra Male e Bene Esistono Parentesi.

Se poi fosse Tutto Così Mite.

Così Innegabile.

E forse Apneico Non Ti Voglio,

Dove Calzo di Osmosi.

Torcendo Poco Filo ma Buono.

Inquietandomi.

 

Dinorma.

Oggi Mal di Testa Zero virgola Zero Zero.

Quota Iniziale.

Il Peggio di Me Stesso.

E dopo il Tuo Imbarazzante Autoinvito.

Come dovrei Reagire?

Dodici Zero Zero.

Faccia da Guerra.

Riottoso ancora e ancora.

In fondo perché No?

Se mi Stilizzi diversamente,

non so quanta Discoteca potrai ottenere.

Ed Inciampiamo.

Ventuno Zero Zero.

Spassoso Film di Angoscia misto Fumo.

Mi aspettavo fossi Tu.

Ho Saltato alcuni Paragrafi.

Attimi di Stress.

E Ventitre Zero Zero.

Presidente Setta Satanica.

Nessun Arto in Sciopero.

Formiche alle gambe.

Diffusione pelle d’oca.

Sessanta Percento Singhiozzo.

Tosse nel Restante Quaranta.

Di Altitudine Zero virgola Zero Zero.

ADHD.

Campo Base.