Esegesi.

Ermetici Verso la Gloria Fine a Se Stessa.

E Siete Già Morti da Morire.

L’Arancio È Nuova Negrità.

Subire poi l’Aspettando e Tutti i Suoi Ormai.

Non Esiste Fair-Play in Questo Mettersi in Gioco.

Piomba e Schiavizza.

Credermi Così Blasfemo Non Nuoce.

Ciospo Lungometraggio di Anni Luce.

Mi Incapacita.

E Fiaccamente Preme.

Nel Biliardo di Questa Esistenza,

Non Ti Penso Mai come alle Buche.

Ed è Qui Dove Novello Starò.

Dove C’è Privazione e Decubito.

Aspetto un Vento Meno Vigliacco e Trasparente.

Mentre Impreco di Inerzia.

Ci Confabulo.

Inebetire il Genio Crea Sconforto.

Se Me ne Deprivo.

Sono Chilometri Quadrati di Chi ti Credi di Essere.

E Scavami e Trovami Due Metri Sotto Terra.

In un Giorno Oltre.

È Forse Lì che Dominerò.

Catabolizzandomi.

Mi Cicatrizzo nella Testa di Chi Non Vuole Sentire.

In Questa Necessità di Conquistare Ogni Cosa.

Dove ci si Spaccia per Titani.

Non ci si Integra Infine.

E Come Stanco,

Un Dio Zerbino sull’Uscita,

Non Può che Raccogliere ed Obliare.

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