Empatopia.

In Questo Basso così Profondo,

Dove Non Saremo Mai,

Alteriamo.

Siccome Siamo nella Leggenda,

Come Avvolti da Epicità,

Ci Si Strugge.

E Vivrò Ovunque Tu Sia.

Imperscrutabile Dove Pleonastico.

Ti Ubico dell’Altro po’.

Quando Mi Vedo Palta ma Non Troppo.

Nella Valle dei Pus Non Mi Sembra di Captarvi Mai.

E Tutta Questa Indole Pessima.

Per Rimettermi in Auge.

Manifestandomi in Qualcosa che Appena Pare.

Di Così Inutile.

Quando Mi Lasci Più Erudito.

Nonché Più Sordo di Me Stesso.

Adesso Dovrei Appendere Ogni Pensiero.

Ogni Calcolo ed Ogni Sconfitta.

Empatia È Utopia.

Ed in Fondo ti Presto le Mie Chimere.

Nel Mezzo di Tutta Questa Kafkianità,

Gli Erpeti Non si Stancano da Soli.

Solo quando Smettono di Cagliare,

Puoi Reputarti Obsoleto.

Si Smette Subito di Fruttare Unicorni.

Come Profili Austeri.

E Se Rinvigorire Fosse una Colpa,

Potrei Espletare Orsaggine Assoluta.

Carogna del Nulla.

In un Passo Inerme.

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