Virgola.

Ti Scrivo con la Voce della Speranza.

Per Sbollire le Giunture.

In questa Seduzione Senza Tempo,

l’Innocenza Non Dimentica.

E Sembra quasi di Perdersi per l’Ultima volta.

Con l’Anima Sazia dei Soliti Avvoltoi,

mi Tatuo d’Ironia.

Come quando mi Ricordavi gli Hibiscus.

Fai in modo che il Primo Bacio Non Finisca Mai.

Nello Specchio dei Tuoi Occhi Saturi,

Troverò la Spinta Necessaria.

Mi Condurrai dove si Avvizzisce.

Per lo Smago nel Poterti Rivedere.

Ti Affetterei di Più.

E le Mie Ulcere dai Tuoi Capelli Neri.

Di Filamenti Ondeggianti ed Assenti.

Un Punto di Vista Senza Virgole Non Funzionerà.

Tutti quegli Aloni che Ti Appartengono.

Così Enorme mi Sciolgo.

Sei Fatta di quel Nero Buio.

E Stridi Attorno a Me.

Di quando Mi Ami un po’ Strano.

Non ne Posso Più dell’Impossibilità.

Ma Potrei Sempre Lamentarmi.

Contraddire quel che Ostico Rimane.

Correre da Te.

Senza un Apparente Motivo.

Inciampare.

Contro il Vento degli Sguardi.

 

 

Per Alexia.

 

 

Testo aderente al:

“Concorso Nazionale di Poesia Chiaramonte Gulfi – Città dei Musei – Sicilia.”

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