Fiumenfame.

Ma il Fiume Infame, lo Ascolti o No?

Dov’è Tutto questo Grunge che Muore?

Infine Ci Sentiamo Dipendere.

Come Granchio di Paradosso.

Nel Mezzo di questo Essere Trasparenti,

I Fanti Non Concludono.

Il Mentre Spicca in più,

E Non c’è Gusto nel Poterlo Rischiare.

Si Confonde dove Non si Dovrebbe.

Nel Menù Psicosomatico,

Sono Croste che Non Sopporto.

Voglio Tutti i Ponti Promessi.

È già Opposto dal Più quando ti Rifletto.

Non Sveli Nessuno se non Me.

Sai di Confondermi in Gaudio.

Pensavano di Rubare le Acidità Nostre.

Ma le Gelosie Sprecano il Senso che Rimane.

Il Monocromo di Tutto il Variegato.

Sono Malerbe di Ogni Noi che Siamo.

I Bagliori ancora da Condividere,

Nel Convolvolo delle Idee.

Vorrei Averti a Sufficienza.

E la parte Ninja della Staticità.

Essere Pronti Abbastanza,

Non è Prontezza.

Ed Ingordo mi Nutro da Cane.

Ti Foraggio il Meglio che Ho.

Assaggio quel Gommoso che C’è.

Abbandonando l’Iconoclastia.

Sono Numeri che Non Riempiono.

Ti Guardo da Chilometri Immensi.

L’Enfasi di quando Mi ci Metto.

 

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