Inacido.

Oggi sono Perfettamente Distrutto.

Ho Accostato fin Troppo.

Non Rende come il Passato.

E sarò Drastico.

Niveo di Problemi.

Dovrei Affondare in Te.

Ma qui posso stare Bene, o Meglio.

Rimpadronendomi del Vivo per Miracolo.

Ti Trascino al di Fuori di Me.

E il Recinto dei Perché.

Neanche le Mosche vogliono posarcisi.

Con quante Overdose ti Devo dire che mi Piaci?

Mi Stai Cara Dentro.

E Non finisce più questa Polvere che Vorrei.

Dove Tutto è Malamente Eccentrico.

Potrei Credere ma Non Reagire.

Come ciò che Non rimane Mai.

Perché Profondo è come mi Sento.

Forse oggi è Misoginia.

È scrivere con la Voce dell’Ignoranza.

Ma in Mezzo a quel Non Sentirti più.

Come quando Sei piccolo e Credi a Tutto.

La Grazia dell’ultimo Colpo all’Amore.

Non è Mai la Stagione che ti Aspetti.

Arrampicarsi Funzionerà per Poco.

E allora Inacidisci.

E come Cane Abbandonato mi Guardi.

Nell’Autostima.

Dove Io Non sono più Parte di Noi.

Assieme a ciò che Ambirei.

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