Fiaccola.

Oh Lucifero.

Ti Annoiavi.

Forse anche più di Me.

Decidesti di porgere il Fulgore Sbagliato.

Quello per cui Mai ho avuto Pietà.

A cosa servo Io?

Ho imparato presto a Sfibrarmi.

Mentre ero già Rocker di Lei.

Sdrammatizzavo gli Arpeggi.

Ed era Sempre l’ipotesi Peggiore.

Come Elemosinare il Tuo sincero Umore.

Le Delusioni con le Tue stesse Fattezze.

Fasulle.

Il momento in cui Non mi Passi più Attraverso,

si Dilunga nelle ore Meno comprensive.

E si Vive e si Muore di Consensi.

Sui Guard-Rail delle Solite strade.

Nelle Conchiglie degli Stessi mari.

Pescando il Tursiope che credevi di Essere.

Ed è Ingiusto tutto questo.

Finché Non sarò che Debole e Gommoso.

Ma con Saggezza stempiata.

Di Centinaia di Esistenze.

Quando ti volevo Regina dell’Incanto.

Se Non sei Musica, Non sei la Donna per Me.

Oltre la Creazione delle Intemperie.

Dove Custodire ogni Fallimento.

Non mi Sigilli più da Mastice che eri.

Gli Animali ci danno Lezioni di Umanità.

Di un Eden Sconfitto.

E l’Alleanza Non ha più un’Arca.

Dove Luce Mai fu.

 

 

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