Zoo.

Le mie Cantine, Colme del Tuo Ego.

Seguito da quel Pallosissimo Smooth-Jazz.

Si Accumulano nelle ceste dei panni Sporchi.

Schiumano fra Rabbie Bellissime.

Solo per Corteggiare i capi Delicati.

È un Classico intramontabile.

Tutta questa Tua Jungla, è diventata uno Zoo.

E Non sono più Masochista di Te.

Ma Granata per i Dubbi che Trascini.

Sarebbe Stupido Amare a prescindere.

Sai, l’Agrezza non discrimina Nessuno.

Colpisci la Mascolinità dell’Orgoglio.

E Strepitosamente Fuggirai.

Dove sono Stufo di essere Coinvolto.

Smettila di essere così Essenzialmente Tu.

In mezzo al Ciarpame del Subconscio.

Non navighiamo Mai come si dovrebbe.

Perché sei l’Alta Marea.

Non sono abbastanza Ulisse per le Tue Sirene.

La Ricchezza delle Mie Squame, le Umilierebbe.

Sono un Io convenzionale.

Quando mi Spoglio dei Labirinti.

E Germoglio Intenso.

Sai di Sinusite.

Di vegetazione Spoglia.

Dell’Odore di Ospedale.

 

 

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