Lana.

Vi Ammazzerei.

Te, e Tutti i Problemi che mi Porti.

In Fondo a quel Rauco.

Dove mi Piace.

Scompagino il Terzo Occhio.

Lo Sgrano come non Mai.

E sarò il Re delle Tue Pessime Montagne.

Quindi mi Sputi di Vuoto.

Di quella Malinconia che Attanaglia Male.

Wow.

E sono Solo le sei di mattina.

Sono già Sudato.

Inopportunamente Madido.

Mi Imperlo di Ansie Variegate.

Perché sono stato Davvero Troppe volte della Tua.

Rinunciando a Me.

Ed è questa la Sconfitta più Triste.

Ma con l’Arma del Buonsenso,

Quello Buono,

Difendo le Sembianze che mi Restano.

Sei ad un punto Inamabile.

Ma mi Odio più di quanto ti Detesto.

E ti Resisto Emotivamente.

Ci Stringiamo di Mosche.

Comprendendo quanto te ne Sbatti di Me.

Gesticolo Parole Inequivocabili.

Per poi di nuovo Truccarmici.

Svendendoti.

E Non c’è Niente da fare.

Pizzichi come la Lana.

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