Pellegrino.

Cammino il cielo del sabato diverso di norma lo stesso percorso dell’hinterland delle scuole di pensiero stitico e ingannevole presagio di paure di solitudine fra me e te e sei sempre stata te al di fuori di me stesso isolato per scegliere isole tropicali malattie antiche e nuove speranze e intenzioni di complicare più di così è disumano ciò che mi dai forza renditi più disponibile camera in alberghi da cinquanta dollari stretti fra le mani in tasche da bosco incantato fissando nel vuoto da restituire per cinquanta centesimi invece elemosinati dal barbone di quell’uomo incolto nel viso del disprezzo per la strada di casa mia dove non c’è più rispetto per la gente in città ciondola dal collo le giraffe uccise a pallettoni di fuoco per sfizio mangio ancora qualcosa di fastidioso si annusa il cane della prateria abbandonata la speranza di giustizia perché non sai cosa significa la vergogna che provi che fai provare a difendere guerre perse le fragilità e le notti a raffica semiautomatica scala determinante valori e di quanto ti manca di nuovo o vecchio che sia colpa mia la colpa di essere mia infantile bambina capricciosa e dimenticata nelle soste di un viaggio ma non so dove andiamo non insistere è peccato ma utile al porci domande da porci comodi tuoi che mai più vorrei conoscere i difetti senza garanzia scaduta la merce di magazzini grandi negozi simili in ogni loro tentativo di esporre coraggio o vanità di schierarsi agli opposti del proprio sesso del proprio senso di appartenenza nascosto ma comunque intenso l’odore d’incenso le ali d’insetto insistente battere nella testa nostra e di motori due tempi d’attesa lunghissimi i vicoli incrociati a rete colma di prede vegetariane un po’ in difficoltà è quella parola che pone il difficile aspettarsi un cenno in più o meno è questo che ci si aspetta ancora un minuto e povero dissero ma dimostri che non è proprio così debole il crescere che hai affrontato il destino scarso di ingredienti piene di sale le scale antincendio poste sulle pareti separatrici di segreti da camera d’aria bucata da chiodi di garofano all’occhiello di abiti ogni angolo del pianeta surriscaldato il furgone dopo miglia intense di cielo limpido lo scopo e il segno di ferita che non guarirà non sparirà l’alone del rimanente di te e sei sempre stata te che non ti arrendi mai mi ripeto costantemente sotto stress da stretching in dita da crampi di carenza da potassio da integrare con pasti frugali su tavole rotonde di cavalieri da forchetta e coltello da killer a pagamento di imposte statali nonché pubbliche esecuzioni in piazza teatro di attori preparati e doppiati in giri infiniti su circuiti che ormai di elettrico hanno poco da fare e creare castelli in nuvole di panna per caffè in tazze di carta a loro volta alberi che furono foreste che furono ossigeno imbambolato in bombole da apnea innaturale e anaerobica come il divano che accompagna serate prive di sforzi fisici teorici senza pratiche artigianali né locali strapieni di quella gente da aperitivo del giovedì sera da cielo terso del venerdì che annuncia il cammino da cielo diverso di norma lo stesso percorso del sabato.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s