Loveless.

Il Parabrezza Stride.

Appari nell’Attrito dei miei Tergicristalli.

Ti lancio un Patchwork di Insulti.

E Critiche Nocive.

Il Garbo è un Abracadabra.

Un Acchiappasogni Inabile.

Mi Campeggi Addosso.

Scarseggia la Tua Livrea ora.

Colma.

Di Super Novantotto Ottani.

Mi hai Sentito Vuoto.

Mentre Io Volgevo al Limpido.

Siccome Violenza chiama Violenza,

simulo una Valanga di Intenti.

Quel che Ricordiamo,

ha Sempre la Melassa come Tema.

E un po’ di quel Tuo stile Barocco.

Le Noie Oceaniche dei Tuoi Spaventi.

Coltivano il Wormhole sottostante.

Organico.

Un Tunnel dell’Arrivederci poi.

In giro.

La Fantascienza del Sarai Sempre Speciale.

Nientitudine.

Di Condivisioni Irrisorie ed Estinte.

Intolleranze Alimentari.

O addirittura più Futili ed Ignobili.

Tutto l’Intrigo dei Tuoi Nutrienti.

Mi Nodeggia l’Anima.

Parlami Sempre.

Perché è Così che fa Male.

Ed Io So che Tu lo Sai.

 

 

 

 

 

 

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