Stringa.

La Pineta di tutti i nostri Guai.

È lo Scudo che mi manca.

Non mi aspettavo così Tanto spago da Te.

Giuro.

Con quei Desideri.

Arpionano.

Incravatti il Misero mal di mare.

Provo ad averlo.

Le nostre Vite dipingono la Tela dell’Universo.

Nelle Stringhe della Teoria.

Come la felpa più lercia che ho.

Incombi come le stesse cuciture.

Non reggono più.

Da un pezzo.

Si blocca nell’Intestino.

Perfido.

Mi manca quella specie di Gravità che proponevi.

La Serenità tanto ambita.

E ancora quell’Odore di Spirito Adolescenziale.

Mai scende dall’Istinto.

Puerile.

Un po’.

Forse sei la famosa Bolletta che Non pagherò subito.

La città Rifiuta la Nostra non eleganza.

Ma ci sentiamo Vivi per questo.

La Benedizione del Barbone.

Le linguacce agli incroci.

Per poi Perderci fra i passaggi.

Pedonali.

E le rotatorie.

Sempre Ingombranti.

Di quel sentirsi un po’ Persi e un po’ Deboli.

I disgustosi panini al tacchino ai banchi degli aeroporti.

Ci fanno sentire più Buoni.

In un certo senso,

Migliori.

 

 

 

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