Emaciato.

Ne hai fatto un Rebus delle Mie costole.

Davvero, non può essere un altro Inverno.

Con la Faccia di chi ancora Infierisce.

Non Trascendi più come se fosse Acido.

Mi Abbracci dal Promiscuo.

Espettoro un’ultima Cometa di Te.

Il Rompicapo che merita Zero mezze misure.

Sei il Terzo Mondo del rimanente.

Gli utensili della Tua dipendenza critica.

Pressoché appetibile nel Forse del domani.

Penso agli Oblò tra di Noi.

Gli Alligatori di tutti quei caffè Nervosi.

E le Mangrovie sulle Tue labbra.

Biascicano da Paura.

Calpestano i Bronci.

I quali creano Rughe in più.

E Sei come la Bile.

Perché Non cicatrizzo Mai il Tuo ultimo Bacio.

Di quanto Sgualdrina può essere la Vita.

Quasi un Paradigma.

Il di Tutto perimetro, sta nei Sogni.

Nell’essere Pigri e poco in forma.

Allampanati.

Macilenti.

Poco Intelligenti.

 

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