Diadema.

Prenderei tutto a calci fino alla nausea.

Da nuovo Record-Man.

Mi manca lo stupido di Te.

Osservo ed Insisto, su quei cigni del Malessere.

Alghe di quel Lago olografico.

L’occhio destro, sconvolge il controllo.

Sfiora la razionalità mancina.

Castrando metà del volto.

Mi sconvolgi quello che rimane comunque Assurdo dentro.

La spina dorsale del Rimpianto smidollato.

Dovrei solo parafrasare qualche Rifiuto in più.

Per schiantarmi sulle scale sfaticate del passato.

Ralliformi.

Ti assegno tutti i Petali della mia Tavolozza.

L’Oceano delle mie aspettative.

Frusteremo l’Orgoglio di ciascuno.

Mentre ci assomigliamo.

Tra la Terra e lo Spazio.

Portami fra quei Fiori che abbracciano.

I quali hanno necessità di Noi.

E Noi medesimo.

Incoroniamoci diversamente.

Come Persone inamidate.

Sagomati in cartone.

Alberi spogli in controluce.

 

 

 

 

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