Storace.

Cadi come le foglie di Liquidambar.

Il vuoto di una vita passata.

Ti lasci andare.

Nessun castello è veramente in grado di accoglierti.

Ed aspetti che la pioggia ti porti via.

Stai cercando qualcosa che forse non c’è.

Troppo effimero.

Come la prima neve.

Coprirà tutte le ingiustizie.

E lascerà solo Noi.

Nel Limbo dei Perché.

Mi viene ostico quando ti vedo.

Ho i conati di sonno.

Sono troppo imparziale per quanto ne so.

E non mi disgusta se sei lontana.

Mi manchi solo un po’.

Miserabile per te.

Non sono tuo nemico comunque.

Le ripercussioni sono dietro l’angolo.

L’eterno è troppo grande per Noi.

Siamo abituati a spazi ristretti.

Dove non manca mai il contatto.

Callo contro callo.

Mano nella mano.

Tutte le sembianze del momento.

Formano il nulla.

Aspetti ancora le mie scuse per un bacio rubato.

E perché non ti ho chiamata Amore.

Perché l’amore, appartiene a tutti.

Tu invece…

eri Mia.

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