Soporinferi.

E come Cicca delle tue Scarpe,

Non Smetto di Decapellizzarmi.

Spolvera Spesso.

In Asfalti Beceri.

Ed Assopisco.

Come Fra gli Inferi.

E Se Neofita Spegne.

Dove Crogiolarsi È un UltraCrimine.

Tu lo Sai che la Noia Galoppa.

Come Quando Ero Donna e Sudavo di Meno.

E Non Stare Bene in Ciò che Si Compone.

Sul Fondo Ristagna.

A Zero Punto Zero.

Inevitabilmente Scende.

Ma Piovimi Copiosamente Lontano.

E Se Mi Sdivanassi dall’Obsoleto?

È Tutto un Arpione nei Miei Confronti.

Ti Piacciono poi queste Ceneri?

Povero di Spirito Ci Cadi a Strapiombo.

Non Me ne Vergognerei,

Se Non Fosse Questione di Anni.

Tutta Questa Finta Potabilità.

Di Scoli un po’ Accantonati.

Sveni e Snervi Ma Non Sverni Mai.

Quando Sono all’Addiaccio di Me.

Crollo Fra Giorni Maldigestivi.

Salvami Così Effimero.

Nella Goccia che Resta.

In Tutto questo Pendio così Facile.

Non Ci Areneremo.

Senza Biasimo da Deflagrare.

Come Dentro ad un Tubo.

Dove Non Rimane più Niente da Dire.

Sennon Ti Amo.

 

 

Melogrunge.

Mi si Ingegna poi quel Nervo,

da Ascensore in Caso di Incendio.

Nessuno Prova Amore Gay per Dio.

Ne Vettovagliamento.

Come i tuoi Insufficienti Letarghi.

Fra i Larici del Noi.

E Scavezzare il Collo.

Per l’Immortalità Infranta.

Lisergica Dove Sei.

Ti Trovo Colpevole nei miei Boschi.

Ed in quel Fuzz Vecchio Stile.

Resterà.

Come fra Sei Corde Misere.

Di Occhi un po’ Pesanti.

In un Rock 4/4 da Due Soldi.

Mentre lo Imploro Ancora.

Senza un Apparente Carisma.

E C’è un Altro Giuda alla Porta.

Non Esiste Arido che ti Sopravviva.

La Curiosità li Ha Uccisi Tutti.

 

 

Vanvera.

Orgoglio Vuoi Morire.

Ma Io Non te lo Permetterò.

Come se Fossi il tuo Ospizio.

Ti Sbrino Attraverso le Inchieste.

E le Rassegnazioni.

Non Pretendo sia Schiuma.

Od Omogeneizzati.

Quel Carrello Sgretola la Spesa che Manca.

Ma Non Importa che il Mercato sia Super.

Sono Fragili Corridoi Umani.

E Scaffali in Tetris d’Angoscia.

La Fame con il Bollino dello Sconto,

Evidenzia Percentuali Nemiche.

Iridescenti.

Ti Resisto Finché lo Sopporto.

Se Cerchi Infallibilità Non la Troverai.

E Non Prometterai Più Vanvera.

Poiché Manca di Proiezione.

Abito Solo la Mia Barba.

Scrutando Fra l’Opacità.

E Ci Ripercorriamo a Volte.

Da Fedeli Corridoi Umani.

Da Scatole di Memorie in Pile di Anni Scorsi.

Passati.

Quando Mi Dai Aspartame.

E Controindicazioni.

Mentre Vige il Senso Unico.

In Mezzo a Tutti i Miei Umili Veti.

Sorridono Zanne.

Arrancavi di quel Poco che Non è il Mio.

E di Pistole.

Edulcoravi.

Hipperboli.

Mi Sforzo quel Poco.

È come se Fosse Immangiabile da Sempre.

Mi Avvalgo di Empatia,

Schifandola per Chilometri.

Mancano Grinfie.

Mentre Corrodi di Me.

E Non Ho Intenzione di Rammaricarmi.

Detesto i Discorsi che Scarseggiano fra le Righe.

Poi Mischio.

E Sono nei Guai.

Peggiorando in Fatalità Ereditate.

Telecomando a Sufficienza,

Ma Non Ottengo più di Zero.

Non Sono Abbastanza Hippy per queste Iperboli.

E se Mi Confondessi?

Se Reagissi a questa Aria Madida?

Dovrei forse Sentirmi Più Autoctono.

Non Lasciandoti Mai Allontanarmi.

La Neve se ne Frega di quello che Ha Sotto.

Sconfigge.

E Basta questo.

Resta una Vergogna per l’Acqua Gelata.

Perché un’Infanzia Felice Arriva Sempre Troppo Tardi.

Ma Se ti Chiami Panico,

Dovrei Parlarti.

L’Unica Perfezione Raggiunta È negli Sbagli.

Mi Tocca Trascendere la Situazione.

Credi Veramente di Perderci tu?

Fra questi Innesti?

Penso ad Ogni Giudice del Sottoscritto.

Ad Ogni Whisky che Contrasta Incapace.

La Confidenza Crea Gomitoli.

Come un Miracolo nei C’Era una Volta.

In un Mondo Cinghiale,

Avrà Modo di Avverarsi.

 

 

Ovvioceano.

Dovrei Essere un Sacco di Cose.

E Finché il Cemento Mi Teme,

Io Avrò.

Pioveva Sempre una volta.

Qualsiasi Ala Fosse.

Ed È Non So quanto Tempo.

Non Dimenticherò di Creare Orde in Più.

Considerando il Seme dei Fondamentali,

Sarebbero Boccate d’Ascia.

Mi Guardi in Cagnesco Dopotutto,

Essendo così Spasmodico e Recidivo.

Quando i Bilux Appaiono Solo all’Apice.

E poi mi Viene Impulsivo,

Come l’Apostilla che Ho Cercato una Vita Intera.

Avvolgere Sembra così Semplice a volte.

Fumare un Altro Gesù Cristo,

Sarebbe Poco Ortodosso credo.

Pare la Spina in un Fianco che Non Avrò Mai.

Ne Bevo Ancora un po’.

Di Tutta questa Ulcera che mi Spegne.

In Realtà Ogni Sorte si Anestetizza.

Tuffandosi Debolmente.

Evaporando Oceani Ovvi.

Ed È fra le Piume che ti Ascolto.

La Parte Più Operosa di Me,

Dissipa gli Anni di Rinuncia.

E la Nostra Tribù Sarà Vincente.

Non Devi Inventare Nulla quando Tutto va Bene.

La Rincorsa alla Stupidità Esiste.

Decide.

Sprecando il Dondolo delle Certezze.

 

Apneicamente.

E se Fossi Benzina Vi Brucerei.

Quando Non ne Resta Più.

E che Sia Silenzio.

Pazienza e Condanna.

Non Vi Distinguo dalla Tosse che Ho.

Ma Potrei Spararvi al Meglio.

Fra Conati di Giustizia.

Sono Solo Spigoli Morali.

Ed Ottenere.

Annientando Ogni Sorta d’Estetica.

E poi Ancora Acetone.

Finché sarò Esausto di Voi.

Dove la Candeggina Non Arriva.

E Cispe di te come in una Parte di Me.

Arrampicarsi Vale la Pena?

Ti Scoppio di quella Roba Maligna.

Lascia che Finisca ciò che Merita di Farlo.

Deflagrarvi Non mi Basterebbe Mai.

E l’Intento È Punibile.

Accaparrandosi Ogni Modo d’Essere.

Ma Non ci Indurre in Tentazione.

Incatenaci.

Dacci Olezzo e Stantio.

Come se Un Solo Domani Non Potesse Bastare.

Per Ritrovarti infine Cigno a Metà.

Tra Male e Bene Esistono Parentesi.

Se poi fosse Tutto Così Mite.

Così Innegabile.

E forse Apneico Non Ti Voglio,

Dove Calzo di Osmosi.

Torcendo Poco Filo ma Buono.

Inquietandomi.

 

Veemenza.

Difficile è Il Completo.

Quasi Non ci fosse Scadenza in fondo.

E fra le Righe Non ci Trovi Mai Niente.

Ci Opponiamo Meglio dei Nostri Stessi Pollici.

Vegetando più di un Cristo in Croce,

Mi Aspetto Immortalità.

Problema È se Problema Sei.

Giusto in Tempo di Rivincita,

Crolleremo.

Fra Equinozi ed Effemeridi.

Indebolire è un Lavoro.

E come Pessimo Potrei Influenzarti.

Negli Abracadabra di una Vita,

Le Primavere Stentano e Non Incitano.

È un’Elasticità un po’ così.

Poi Tu.

In Centro a quell’Essermi Uguale.

Ci Incolliamo.

E ci Scaviamo Miniere.

Anche con Tutta questa Veemenza,

Non Potrete far si che Non Crei Cerone.

Frapporre Genera Gabole in Più.

Quando Senti solo di Essere Solo,

Smetti di Inventare un Rimedio.

E mi Cogli con la Difesa Abbassata,

Mentre Sono Rocker a Metà.

La Distruzione è qualcosa di Affascinante.

Sono i Telegiornali che Uccidono.

Nessuno Possiede lo Scudo Perfetto.

Se Vivi Davvero,

Crei Sfiducia.

Dove Ti Amo Mi Trovo Speciale.

Questo Avvenire è come un Guscio.

E come Noce Noi.